Brutalità della polizia nell'UE: Timmermans deve chiarire le sue dichiarazioni

Nelle ultime due settimane in tutto il mondo sono stati diffusi video che mostrano poliziotti spagnoli picchiare catalani pacifici che partecipavano ad un referendum ritenuto incostituzionale dalla Corte Costituzionale spagnola.

Filmati sconvolgenti di abusi

Il 4 ottobre il Parlamento Europeo ha affrontato il tema del referendum e delle relative dimostrazioni. Durante questa discussione, il primo vicepresidente della Commissione Europea Frans Timmermans ha dichiarato: "Lasciatemi essere chiaro: la violenza non risolve nulla nella politica. Non è mai una risposta, mai una soluzione. E non può mai essere usata come arma o come strumento. L'Europa lo sa meglio di chiunque altro. Nessuno di noi vuole vedere la violenza nelle nostre società. Tuttavia, è ovviamente dovere di ogni governo sostenere lo stato di diritto, e ciò a volte richiede l'uso proporzionato della forza”.

Nei media, queste frasi sono state intese come un segno di approvazione. Quasi tutti i grandi media hanno pubblicato pezzi che indicano che un alto rappresentante europeo approva ciò che è successo in Spagna e non vede la necessità di un'indagine. Liberties è del parere che il discorso del primo vicepresidente lasci troppo spazio all'interpretazione e che sia necessario un suo chiarimento su ciò che intendeva realmente dire. Inoltre riteniamo che sia necessaria un'indagine approfondita sulle azioni della polizia spagnola.

Quello che abbiamo visto dai filmati è profondamente preoccupante: la polizia usava violenze e intimidazioni contro manifestanti in coda per votare o seduti sui pavimenti dei seggi elettorali. Le persone ai seggi sono state invitate a tornare a casa poiché il governo spagnolo e la Corte Costituzionale hanno ritenuto che il referendum fosse incostituzionale.

Ciò che conta realmente

Bisogna ricordare che la libertà di riunione non dovrebbe dipendere dal fatto che tu sia d'accordo con le persone che esercitano i loro diritti e nemmeno se sei d'accordo con il modo in cui li esercitano. Non importa se credi che i catalani dovrebbero avere o meno uno stato separato e non importa cosa pensi delle conseguenze economiche di tale separazione. Non importa se credi che gli organizzatori avrebbero dovuto decidere di non andare avanti con il referendum una volta che la Corte Costituzionale spagnola lo aveva ritenuto incostituzionale. Quello che conta veramente è che le persone che si sono presentate ai seggi elettorali hanno voluto esprimere la propria opinione. Puoi invece dire che un tale atto - una volta che il referendum fosse stato dichiarato incostituzionale - non ha più valore di un voto dato su Facebook. Ma allo stesso tempo, dovresti capire che queste persone stavano cercando di esprimere in modo pacifico le proprie opinioni e, secondo le prove video e fotografiche disponibili, quando la polizia ha cercato di impedirlo, stavano dimostrando pacificamente nei pressi dei seggi elettorali.

Va sottolineato che la partecipazione a un referendum, sia legale che illegale, fa parte dell'esercizio della libertà di espressione. Va anche sottolineato che partecipare ad una manifestazione – che questa sia legale o illegale - fa parte del diritto di esercitare la propria libertà di espressione, a patto che la dimostrazione sia pacifica. Partecipare ad una manifestazione è un modo di esprimere la propria opinione politica.

Due questioni da approfondire

Liberties è del parere che esistano almeno due questioni che meritano di essere indagate. In primo luogo, se il tentativo delle autorità spagnole di impedire alla gente di esercitare la propria libertà di espressione votando a questo referendum incostituzionale è in linea con gli standard internazionali sui diritti umani e con la legge spagnola. In secondo luogo, va anche esaminato se il modo in cui la polizia ha agito soddisfa tali norme legali.

La legge internazionale sui diritti umani riconosce che la polizia può usare la forza contro gli individui in determinate circostanze, vale a dire dove sia "necessario" e "proporzionato" al fine di raggiungere un obiettivo legittimo. Secondo la relazione della Commissione affari legali e diritti umani del Consiglio d'Europa, è chiaro che affinché l'uso della forza sia "proporzionato" occorre dimostrare che "i vantaggi attribuiti all'obiettivo perseguito devono superare i danni che potrebbero essere causati dalla violenza". Perché tale forza sia "necessaria", si deve dimostrare che è stato utilizzato "il più basso livello possibile di forza necessaria a raggiungere un obiettivo legittimo"

Liberties è del parere che esista un' urgente necessità di indagare sull'uso della forza da parte della polizia. Tale indagine può essere condotta solo caso per caso. In ogni società democratica, gli agenti delle forze dell’ordine hanno il dovere di limitare l'uso della forza al minimo necessario, facilitare le proteste pacifiche e proteggere i manifestanti mantenendo l'ordine pubblico. Ogni abuso da parte delle forze dell’ordine è pertanto ritenuto "una grave minaccia per lo stato di diritto".

La polizia spagnola potrebbe aver avuto motivi legittimi per provare a mandar via le persone dai seggi elettorali. In certi casi specifici, anche la forza fisica avrebbe potuto essere giustificata. Ma questo non lo sappiamo. E senza dubbio i filmati video mostrano chiaramente un uso eccessivo della forza. Utilizzare manganelli contro persone che non mostrano alcun segno che possa essere ragionevolmente interpretato come intenzione di attaccare, trascinarle dai capelli e prenderle a calci, non può essere visto in altro modo che come un uso sproporzionato della forza.

La Commissione dovrebbe far sentire la sua voce

Al fine di ridurre le tensioni post-referendum in Catalogna, le ONG per i diritti umani e il rappresentante speciale delle Nazioni Unite per il diritto alla libertà di riunione e associazione pacifica hanno richiamato al dialogo politico. Il commissario per i diritti umani del Consiglio d'Europa ha invitato la Spagna a indagare sulle accuse di uso sproporzionato della forza da parte della polizia in Catalogna.

La libertà di riunione è per le persone uno degli strumenti più importanti di partecipazione alla vita democratica del proprio paese e di espressione delle proprie opinioni politiche. Si tratta di un diritto fondamentale di tutti i residenti europei riconosciuto dalla Carta dei diritti fondamentali - ovvero la quasi-costituzione dell'Unione Europea - entrata in vigore con il trattato di Lisbona nel 2009. Siccome la Commissione è il tutore dei trattati ed è responsabile di proteggere i valori sui quali si fonda l'Unione, Liberties ritiene che proprio la Commissione dovrebbe sollevare la sua voce e fare pressione affinché venga avviata un'inchiesta sull’eventuale violazione di diritti fondamentali in Spagna. Liberties è del parere che se la Commissione non agisse di conseguenza, perderebbe credibilità.

Liberties è anche dell'opinione che il primo vicepresidente Frans Timmermans debba chiarire il significato delle sue parole di fronte al Parlamento Europeo, esprimere preoccupazione per le azioni della polizia spagnola e chiedere indagini indipendenti su tali azioni. Per queste ragioni Liberties gli ha scritto questa lettera aperta.