Una denuncia della polizia minaccia la libertà di espressione in Belgio

La polizia belga ha fatto causa a tre associazioni per una mostra che denunciava la repressione della polizia e mostrava gli agenti di polizia di Bruxelles in fotografie.

Nel novembre 2018, la Lega belga dei diritti umani (LDH), ZIN TV e Krasnyi e il collettivo Frédéric Moreau de Bellaing hanno organizzato la prima edizione di "don't shoot", una mostra collettiva d'arte che ha lo scopo di mettere in luce sia la repressione della polizia contro i migranti, sia i movimenti sociali e dei cittadini che mostrano solidarietà. La mostra intende anche condannare le violazioni del diritto alla libertà di espressione dei migranti.

Il distretto di polizia di Bruxelles e quattro dei suoi agenti che si sono riconosciuti in alcune fotografie esposte durante la mostra non hanno apprezzato questa iniziativa, che, secondo loro, costituisce una violazione del loro diritto alla privacy (anche se le fotografie mostrano che svolgono le loro funzioni ufficiali nello spazio pubblico).

Con la scusa di aver diritto a controllare la propria immagine, hanno denunciato le tre associazioni, rivendicando 20.000 euro di risarcimento danni e chiedendo al tribunale di imporre sanzioni giornaliere di 5.000 euro per i giorni in cui le immagini sono rimaste in esposizione. Questa causa è in palese contrasto con il diritto alla libertà di espressione e al diritto all'informazione del pubblico e contradice la giurisdizione della Corte europea dei diritti dell'uomo e della Corte di giustizia dell'Unione europea.

Le questioni in gioco in questo processo comprendono il diritto di filmare le operazioni di polizia, il diritto all'informazione e il diritto alla libertà di espressione, ma anche la crescente criminalizzazione dei movimenti sociali. Si tratta di questioni cruciali che riguardano tutti noi.