Comune di Verona approva mozione anti-aborto

Il Consiglio Comunale di Verona ha approvato una mozione per la prevenzione dell'aborto e il sostegno alla maternità. La mozione è stata contestata dagli attivisti, mentre il senatore Pillon si è congratulato con il Comune per gli sforzi fatti.

Il 5 ottobre il consiglio comunale di Verona ha approvato la mozione 434 che la dichiara “città a favore della vita”, e adotta alcune iniziative “per la prevenzione dell’aborto e il sostegno alla maternità”. Il via libera alla mozione è stato dato in concomitanza con il 40esimo anniversario della legge 194 del 1978, che ha depenalizzato l'aborto in Italia.

Comune si impegna a finanziare organizzazioni anti-aborto

In fondo alle tre pagine del documento vengono espressi i tre obiettivi della mozione 434. Il Consiglio impegna il Sindaco e la Giunta a: finanziare le associazioni anti-aborto, promuovere il progetto “Culla Segreta” e proclamare ufficialmente Verona “città a favore della vita”. Il gruppo di attiviste Non una di meno, nel post di Facebook con cui denuncia l’approvazione della mozione, ha scritto che il Comune così finanzierà “associazioni cattoliche a scopo di lucro che hanno l’obiettivo di promuovere iniziative contro l’aborto”.

L’amministrazione si impegna a “inserire nel prossimo assestamento di bilancio un congruo finanziamento ad associazioni e progetti che operano nel territorio del comune di Verona”. Nel testo della mozione ne vengono indicati due: i progetti “Gemma” e “Chiara”.

Contraccezione d'emergenza descritta come “uccisioni nascoste”

Il “progetto Gemma” realizzato dalla Fondazione Vita Nova, offre un contributo economico per la durata della gravidanza e l’anno successivo alle donne incinte che sarebbero intenzionate a “non accogliere il proprio bambino”. “Chiara” è un progetto del Centro Diocesano Aiuto alla Vita di Verona che si propone di fornire alimenti e beni di prima necessità o un piccolo contributo economico alle mamme sole in difficoltà.

La mozione prevede anche la promozione del “progetto regionale ‘Culla segreta’, stampando e diffondendo i suoi manifesti pubblicitari nelle circoscrizioni e in tutti gli spazi comunali”. “Culla segreta” è un progetto della Regione Veneto, un manifesto da collocare all’interno dei consultori per segnalare la possibilità di partorire in modo sicuro e anonimo negli ospedali, come previsto da una legge nazionale.

Nel documento approvato dal Comune vengono espresse posizioni molto conservatrici sull’interruzione di gravidanza. Si parla ad esempio di “uccisioni nascoste” in riferimento a “pillole abortive”, ossia la contraccezione d’emergenza.

Attiviste vestite da ancelle

L’approvazione della mozione è stata commentata positivamente dal senatore leghista, Simone Pillon, noto per il suo disegno di legge sull'affido condiviso dei figli: “dopo aver letto la delibera posso dire che non capisco davvero perché indignarsi se il comune scaligero, nel pieno rispetto della legge, decide di aiutare le donne in difficoltà a proseguire la gravidanza”.

Di tutt’altro parere le attiviste di Non una di meno, che si sono vestite come le ancelle della serie tv “The Handmaid’s Tale” in segno di protesta contro una mozione giudicata estremamente restrittiva. Le manifestanti sono state anche allontanate dall’aula.