Polonia nega ingresso a migranti tagiki che rischiano tortura

Secondo testimonianze di migranti che chiedono protezione internazionale in Polonia, la Polizia di Frontiera polacca da molte settimane starebbe impedendo gli ingressi.

L'Helsinki Foundation for Human Rights (HFHR) si è rivolta a oltre 20 organizzazioni internazionali impegnate nella tutela dei diritti dei rifugiati in merito a notizie inquietanti sui rimpatri al confine polacco.

"La situazione più preoccupante riguarda i tagiki. Nelle ultime due settimane, alla maggior parte di coloro che cercavano protezione in Polonia, è stato rifiutato l'ingresso al confine di Terespol/Brest,” ha dichiarato Marta Szczepanik di HFHR. “Dobbiamo tener conto del fatto che negli ultimi anni la situazione in Tagikistan è andata via via significativamente peggiorando. I rapporti delle organizzazioni internazionali ci dicono che i dissidenti tagiki che vivono all'estero possono diventare vittime di tortura qualora ritornino nel loro paese.”

I migranti tagiki non possono neanche restare in Bielorussia, perché il paese ha preso accordi con il Tagikistan in tema di estradizione.

Nel suo appello, HFHR pone l'attenzione sulle disposizioni della Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato; in base a tali disposizioni è vietato il rimpatrio e il respingimento prima che il caso sia esaminato se la persona esprime il timore di subire persecuzioni.

Fuggire per il rischio di persecuzioni

HFHR chiede inoltre alle organizzazioni internazionali di verificare se la Polonia rispetti il diritto all'accesso alla protezione internazionale ai confini esterni del paese.

"A Terespol, ho parlato con la maggior parte delle famiglie che chiedono protezione in Polonia,” ha dichiarato Marta Szczepanik. “Una coppia di attivisti di un'organizzazione giovanile legata al principale partito di opposizione in Tagikistan e che è stata dichiarata illegale lo scorso anno, probabilmente dovrà lasciare oggi la Russia perché non esiste una legge che consenta ai due di restare ancora in Bielorussia. I membri dell'organizzazione sono tutti al momento detenuti dal governo o nascosti. Alcuni di loro hanno trascorso molti mesi in carcere e, una volta rilasciati, hanno deciso di fuggire dal paese per timore di persecuzioni,” ha aggiunto Maria Szczepanik.

La Polonia ha degli obblighi

Le norme internazionali, comunitarie e polacche impongono alla Polonia l'obbligo di applicare determinate procedure nei confronti di tutti coloro che chiedono protezione internazionale.

"Le istituzioni polacche possono decidere che chi fa richiesta dello status di rifugiato non sia a rischio di persecuzione e rifiutare la protezione,” spiega Daniel Witko, avvocato presso HFHR. “Ma al confine di Terespol/Brest questa procedura non è stata rispettata. I migranti devono avere la possibilità di presentare richiesta di asilo anziché vedersi rifiutata la protezione a priori.”

In base alla decisione delle autorità del 29 luglio, le famiglie devono tornare in Russia e non potranno ricevere asilo in Polonia.

Gli avvocati di HFHR sono in contatto con le famiglie tagike e stanno valutando ulteriori strategie legali da adottare.