Donne rom protestano per la mancanza di risposte politiche ai discorsi di incitamento all'odio

Una lettera aperta inviata da donne rom ai politici bulgari denuncia i discorsi di incitamento all'odio razzista da parte dei parlamentari, ma afferma che è ancor più preoccupante la mancanza di una risposta ufficiale e di un intervento contro tali parole

La mancanza di una risposta da parte della classe politica alla retorica anti-rom estremamente offensiva è addirittura più preoccupante della pronuncia dei discorsi di incitamento all'odio che si possono sentire dai membri dell'Assemblea Nazionale Bulgara, è quanto affermato in una lettera aperta inviata dalle donne rom al presidente bulgaro, al primo ministro, al presidente dell'Assemblea Nazionale, ai capi-gruppo parlamentari dei partiti di governo e alle istituzioni europee.

“Chi, se non voi, può fermare il razzismo dilagante nella nostra società? Nessuno dovrebbe tollerare l'utilizzo ossessivo di concetti come “reati dei rom” o “gli zingari sono subumani e parassiti” come termini normalmente presenti del discorso pubblico e politico in Bulgaria,” si legge nella lettera.

La protesta è stata innescata dalle affermazioni che negli ultimi mesi parlamentari di vari partiti politici hanno fatto contro la comunità rom. “Pensate che sia normale qualificare la comunità rom come “insolente, arrogante, composta da umanoidi inferociti,” “semi-animale,” e come “il legame mancato tra l'uomo di Neanderthal e l'Homo Sapiens?” si domanda la lettera.

Durante la loro marcia di protesta simbolica partita dalla sede dell'amministrazione presidenziale e diretta all'Assemblea Nazionale, le donne sono state supportate da persone non rom.