La tua fede, nel tuo interesse: HCLU lancia la campagna per modificare la Legge Ecclesiastica

La proposta di modifica legislativa non garantisce rimedi alla violazione dei diritti umani individuati dalla Corte Costituzionale Ungherese e dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

La tua fede, nel tuo interesse: HCLU lancia la campagna per modificare la Legge Ecclesiastica

Petizione per una modifica alla Legge CCVI del 2011 sul Diritto alla Libertà di Coscienza e Religione e sullo Status Legale di Chiese, Confessioni e Comunità Religiose

15 Marzo 2016

Considerando che:

  • noi, popolo ungherese, chiediamo l'uguaglianza civile e religiosa di fronte alla legge dal 1848 - si veda il quarto dei 12 punti dei rivoluzionari ungheresi del 1848 - ma ora ci siamo spinti più lontano di quanto eravamo al momento della transizione nel 1989;
  • la Legge Ecclesiastica, in vigore dal 2012, prevede un'ampia gamma di privilegi e benefici alle chiese patrocinate dal governo, mentre priva centinaia delle chiese esistenti e attive del loro status giuridico;
  • la Legge Ecclesiastica in vigore, così come definita dalla Corte Europea dei Diritti Umani nella sua sentenza del 2014, non è conforme ai requisiti della neutralità ideologica dello stato e dell'uguaglianza religiosa di fronte alla legge e i suoi elementi, presi singolarmente e insieme, non sono conformi alla Convenzione Europea sui Diritti Umani, violano la libertà di associazione e di coscienza e questo comporta l'obbligo dello stato a risarcire;
  • la proposta di modifica preparata dal governo non ripristinerebbe lo status legale delle chiese che hanno subito danni né rimedierebbe alle disuguaglianze tra chiese riconosciute e comunità religiose; al contrario, aggraverebbe le diseguaglianze determinando tre distinti status di chiese e manterrebbe l'impegno arbitrario dello stato a favore di alcune chiese privilegiate; e infine che
  • il Parlamento ha respinto questa proposta di modifica a dicembre 2015.

E considerando anche che noi, firmatari, chiediamo al governo ungherese e ai parlamentari di maggioranza di non rinunciare alle richieste contenute nei 12 punti dei rivoluzionari ungheresi del 1848 e di presentare una proposta di modifica al Parlamento che:

  • garantisca il pieno e uguale rispetto per le libertà di coscienza e religione di ogni persona e per l'auto-determinazione dei comitati organizzati dai cittadini;
  • assicuri la parità di status delle comunità religiose e la loro uguaglianza di fronte alla legge, senza attribuire alcun privilegio in più ad alcuna chiesa rispetto alle altre organizzazioni civili impegnate in attività simili ma anche riguardo alla possibilità di cooperare nell'educazione pubblica e nei processi decisionali, alla tassazione e al sostegno di attività caritatevoli da loro esercitati;
  • garantisca la neutralità ideologica dello stato e la netta separazione tra chiese e stato;
  • fornisca rimedi legali, morali e finanziari per i danni subiti dalle chiese che, ai sensi della Legge Ecclesiastica, sarebbero private del loro status legale riconosciuto dallo stato, anche prevenendo il rischio che il budget centrale venga ancora utilizzato per pagare ricompense imposte da sentenze;
  • sia conforme alla tradizione costituzionale dell'Ungheria che si basa sull'estensione della parità di diritti, evitando di approvare un regolamento ecclesiastico che torna indietro rispetto alla rivoluzione del 1848 e alla fase di transizione del 1989;
  • sia conforme alle disposizioni della Convenzione Europea sui Diritti Umani e soddisfi i requisiti posti dalla Corte Europea dei Diritti Umani.
Molte chiese in Ungheria sono state arbitrariamente private del loro status legale ai sensi della Legge Ecclesiastica in vigore nel paese dal 2012. Nove di queste chiese hanno presentato un ricorso sulla libertà di religione alla Corte Europea dei Diritti Umani.
La corte ha deliberato in loro favore nell'aprile 2014 e ha confermato questa sentenza nel settembre 2014, rigettando il ricorso del governo.
Il governo ha poi dovuto modificare la legge per renderla conforme alle leggi nazionali ed europee, ma la modifica proposta dal governo di Orbán non raggiunge questo obiettivo.

L'Hungarian Civil Liberties Union ha aperto un sito con una petizione che va intesa come un avvertimento: la proposta di modifica alla Legge Ecclesiastica non consente di risolvere il problema delle violazioni dei diritti umani individuate sia dalla Corte Costituzionale Ungherese che dalla Corte Europea dei Diritti Umani.

Nella valutazione fatta dall'organizzazione, la proposta di modifica da parte del governo viola tuttora le leggi nazionali ed europee in vari modi:

  • resta la definizione arbitraria di religione e di attività religiosa;
  • discrimina tra le chiese in base allo status giuridico in maniera ingiustificata;
  • garantisce privilegi estesi e ingiustificati ad alcune chiese, non soltanto in confronto alle comunità non-religiose ma anche in confronto ad altre chiese, in materia di sostegno pubblico alla vita religiosa e al finanziamento delle attività per il bene pubblico;
  • non riesce a fornire adeguati rimedi legali a chiese che, quando la normativa entrerà in vigore, saranno private del loro status giuridico di chiesa;
  • noi, popolo ungherese, chiediamo l'uguaglianza civile e religiosa di fronte alla legge dal 1848 - si veda il quarto dei 12 punti dei rivoluzionari ungheresi del 848 - ma ora ci siamo spinti più lontano di quanto eravamo al momento della transizione nel 1989;
  • la Legge Ecclesiastica, in vigore dal 2012, prevede un'ampia gamma di privilegi e benefici alle chiese patrocinate dal governo, mentre priva centinaia delle chiese esistenti e attive del loro status giuridico;
  • la Legge Ecclesiastica in vigore, così come definita dalla Corte Europea dei Diritti Umani nella sua sentenza del 2014, non è conforme ai requisiti della neutralità ideologica dello stato e dell'uguaglianza religiosa di fronte alla legge e i suoi elementi, presi singolarmente e insieme, non sono conformi alla Convenzione Europea sui Diritti Umani, violano la libertà di associazione e di coscienza e questo determina l'obbligo dello stato a risarcire;
  • la proposta di modifica preparata dal governo non ripristinerebbe lo status legale delle chiese che hanno subito danni né rimedierebbe alle disuguaglianze tra chiese riconosciute e comunità religiose; al contrario, aggraverebbe le diseguaglianze determinando tre distinti status di chiese e manterrebbe l'impegno arbitrario dello stato a favore di alcune chiese privilegiate;
  • il Parlamento ha respinto questa proposta di modifica a dicembre 2015.

L'Hungarian Civil Liberties Union insiste sulla necessità di una legge che si fondi, nella misura più ampia possibile, sulla libertà di coscienza, auto-definizione delle comunità, uguaglianza legale delle chiese, neutralità dello stato, separazione tra stato e chiesa e su finanziamenti neutrali.

Questi principi dovrebbero essere implementati in accordo con i principi fondanti di una moderna democrazia costituzionale. L'obiettivo della nostra campagna è di sensibilizzare il pubblico nazionale e internazionale su questi temi.

Lo strumento principale della nostra campagna è una petizione, attraverso cui vogliamo sollevare la più ampia attenzione possibile.