Unisciti alla campagna per far luce sui negoziati UE-Cuba!

Un processo di costruzione di nuovi accordi bilaterali è in corso tra UE e Cuba, ma il tuo diritto all'informazione viene ignorato al tavolo dei negoziati. Unisciti alla campagna di Civil Rights Defenders per chiedere trasparenza ad ogni passo.

Grazie per il tuo interessa, ma questa campagna è terminata.

L'UE e la Svezia stanno derogando alla trasparenza nei negoziati sul Nuovo Dialogo Politico e Accordo di Cooperazione con Cuba. I cittadini europei non potranno influenzare le richieste dell'Unione a Cuba riguardanti i diritti umani e la democrazia.
I documenti concordati dalle parti non saranno divulgati finché la Commissione Europea non avrà approvato l'accordo, approvazione prevista a fine settembre, secondo quando si legge in un email dello European External Action Service (EEAS) dell'inizio di questo mese.
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Svezia e UE 'senza spina dorsale'

Questo significa che né i cittadini cubani, né quelli europei avranno la possibilità di discutere o influenzare le richieste dell'Unione a Cuba riguardanti i diritti umani e la democrazia. Sia la Svezia che l'UE hanno affermato che la trasparenza va limitata perché la divulgazione della documentazione potrebbe creare dei problemi nel tentativo di costruire relazioni con Cuba.

"La Svezia e l'Europa si dimostrano senza spina dorsale nello svendere i loro principi di fronte al governo cubano – il che impedisce ai cittadini cubani ed europei di partecipare alle discussioni su quali principi si fondi la relazione tra UE e Cuba,” ha dichiarato Erik Jennische, direttore esecutivo per l'America Latina di Civil Rights Defenders (CRD).

Dall'aprile 2014 l'UE e Cuba hanno negoziato un accordo che include dialogo politico, cooperazione allo sviluppo e commercio. L'accordo potrebbe sostituire l'EU Common Position on Cuba approvato nel 1996, che chiede il miglioramento della tutela dei diritti umani a Cuba prima di instaurare rapporti stretti con l'UE.

Nonostante il precedente accordo, non ci sono stati miglioramenti concreti dei diritti civili e politici a Cuba dal 1996. Se l'UE adesso propone un accordo che riguarda sia i finanziamenti alla cooperazione che le agevolazioni nel commercio, senza chiedere cambiamenti a Cuba, allora sta chiaramente rovesciando i suoi precedenti principi.

Firmato accordo 'storico' all'Avana

Per questo motivo, Civil Rights Defenders insieme a molte altre organizzazioni cubane per i diritti umani, ha seguito il processo di negoziazione fin dall'inizio, per garantire che i cittadini cubani ed europei possano partecipare al processo e che l'UE chieda fermamente cambiamenti a Cuba.

Le richieste da parte delle organizzazioni all'UE sono state esplicitate in una lettera all'Alto Rappresentante UE per gli Affari Esteri, Federica Mogherini, che presiede l'EEAS. L'EEAS ha risposto dichiarando che l'accordo “include il rispetto dei diritti umani e la promozione della democrazia.”

A marzo 2016 si sono conclusi i negoziati e le due delegazioni hanno siglato un documento contenente il testo dell'accordo. La firma ha avuto luogo durante una cerimonia all'Avana, presieduta dalla stessa Mogherini. La quale ha dichiarato che si è trattato di “una giornata storica per le relazioni bilaterali.”

Per saperne di più sulla cerimonia:

Documento: pubblico ma confidenziale

Civil Rights Defenders ha cercato di accedere al documento firmato per appurare come siano state formulate le parti sui diritti umani e la democrazia. Tuttavia, sia il governo svedese che l'EEAS si sono rifiutati di divulgarlo.

In una prima risposta, il Ministro Svedese degli Affari Esteri ha confermato l'esistenza di un documento pubblico corrispondente a quello richiesto da Civil Rights Defenders, ma si tratterebbe di un documento confidenziale e pubblicarlo potrebbe danneggiare i rapporti tra la Svezia e altri paesi.

Dopo che Civil Rights Defenders ha impugnato la decisione, il governo ha risposto che l'accordo UE con Cuba “non è stato ancora firmato o concluso,” e che le parti stanno ancora lavorando ad una “bozza di accordo”.

L'EEAS ha dichiarato, nella sua risposta alle richieste di Civil Rights Defenders di analizzare alcune parti del documento, che la sua divulgazione potrebbe “indebolire il processo decisionale istituzionale,” e danneggiare i rapporti dell'UE con Cuba.”

Ciononostante, il fatto che l'accordo non sia ancora concluso non significa che il documento firmato all'Avana possa essere considerato una bozza. La firma di un documento lo rende pubblico.

L'Ombudsman è daccordo con CRD

Civil Rights Defenders quindi ha presentato un ricorso all'Ombudsman UE, che ha rapidamente avviato un'indagine, affermando che “L'EEAS ha decisamente sbagliato a non divulgare il documento.” Tuttavia, l'EEAS ha risposto all'ombudsman che non divulgherà il documento finché l'accordo non sarà approvato dalla Commissione, presumibilmente alla fine di settembre 2016.

La riluttanza dell'UE e della Svezia nel pubblicare il documento significa che l'UE approverà un accordo con Cuba e cambierà in maniera sostanziale le politiche degli ultimi 20 anni, senza consentire ai cittadini cubani o europei di discuterlo. Questo viola il principio di trasparenza sia svedese che europeo.

Non pubblicando il documento, che è stato firmato in un contesto pubblico, vengono violati gli articoli 10 e 11 del Trattato dell'Unine Europea, che prescrive che le decisioni siano prese il più possibile vicino ai cittadini, per consentire loro di esprimere le loro opinioni.

Oltre a questo, nel suo portale sulla trasparenza, la Commissione dichiara che i cittadini hanno il diritto di sapere come le istituzioni UE preparano le loro decisioni, quali documenti vengono prodotti durante questo processo e di “accedere a questi documenti.”

Leggi di più su questi procedimenti sul Diario de Cuba: